Mauro Montacchiesi

Svetonio

Svetonio

(Stralcio dal saggio: Caligola)

 

Svetonio Tranquillo (70 d.c.-140 d.c., circa), originario della provincia d’Africa o, forse, del Latium Vetus. Nacque agli inizi del Principato di Vespasiano. Cavaliere, ovvero rampollo di una ricca famiglia di ceto equestre (Classe equiparata al Senato). Agli epigoni di questo ceto era riservata la carriera di “Soldato”, che Svetonio, con “nobile coraggio”, ricusò. Fece ricorso allo stesso “nobile coraggio” in più occasioni e, tra queste, quando affondò la lama della detrazione a carico del quondam, ovvero defunto, Caligola. Retorico, giurista ed avvocato, in virtù del “lenocinio” dell’amico Plinio Il Giovane (*), ricoprì importanti cariche pubbliche già sotto Trajano(**) (che gli conferì lo “ius trium liberiorum”, un cospicuo sussidio elargito per meriti o istanze straordinari) e, poi, sotto Adriano (***), con il quale instaurò relazioni molto serrate. Alla corte di Adriano approdò grazie agli uffici nepotistici del Pretorio Setticio Claro, intimo amico di Plinio Il Giovane. Setticio Claro assunse poi Svetonio sotto la propria ala protettiva, estendendola fin dopo la morte del comune amico Plinio. Svetonio divenne capo del dipartimento della corrispondenza imperiale, ovvero”Magister epistolarum”. Ciò gli permise di avere adito agli scritti più riservati conservati negli archivi dell’Impero (decreti, senatus consulta, trascrizioni degli atti ufficiali del Senato, etc…). Già, ma considerato l’accesso esclusivo alla “riservatezza” di quei documenti, credo sia lecito chiedersi: “Che uso ne fece? Li lesse e li interpretò oggettivamente? Etc…”-Legato, come già enunciato, a Plinio Il Giovane da grande amicizia, lo seguì in Bitinia quando questi ne divenne Governatore e/o ne fu, comunque, corrispondente. I dati biografici su Svetonio sono scarsi e, per lo più, di origine incerta. La maggior parte di essi, comunque, provengono dallo stesso Svetonio e/o dal suo amico Plinio Il Giovane e, quindi, sono faziosi e non oggettivi. L’ultimo di questi, tuttavia, concerne la sua esautorazione da parte di Adriano nel 121/122. Le ragioni di questa esautorazione furono torbide o, forse, semplicemente dovute alla morte di Plinio, ergo del suo “protettore”! Alcune fonti parlano anche di una smisurata “confidenza” con l’Imperatrice Sabina, nonché della débàcle politica del suo “Pigmalione” Setticio Claro. Per sopravvivere, quindi, si mise a scrivere biografie degli Imperatori, enfatizzando i lati aneddotici e scandalistici. Nondimeno, Svetonio attinse sovente a sorgenti informative non olografe e, tra queste, documenti demagogico-propagandistici o, ancor peggio, libellistici. Fece altresì ricorso a numerose relazioni orali, ovvero a testimonianze estremamente “plastiche”, al fine di rendere ancor più sapida la linfa che permeava gli aneddoti e le curiosità relative ai personaggi, a detrimento di un’oggettiva narrazione delle loro azioni reali. Svetonio, che trascurò dolosamente le fonti ufficiali di Tacito…

(di cui non condivideva le idee che, forse, erano semplicemente “scomode”. Il non condividere le idee può essere filosoficamente accettabile, ma può essere altresì sintomatico della relatività delle proprie idee, ergo può implicare la non categoricità dei giudizi nei confronti di terzi. San Tommaso D’Aquino, a tal proposito, recitava: “Adequatio rei et intellectus” “Adeguamento dell’oggetto con l’intelletto”)

…, indulse molto, forse eccessivamente, sul pettegolezzo, sullo scandalo (come già citato), su dettagli della vita più intima degli Imperatori. Più che “letterarie”, le biografie redatte da Svetonio possono essere considerate “politiche”! Molti Storiografi vedono in ciò un grande neo, sia nella personalità sia nella letteratura di Svetonio. Ed allora: quale vittima sacrificale migliore di Caligola!? Caligola (che non ha mai conosciuto di persona) era morto e non poteva più nuocere, in più, parafrasando doverosamente l’aulico e moraleggiante drammaturgo francese Philippe Nèricault (alias: Destouches): “Gli assenti hanno sempre torto!”-Tra i suoi tanti errori, Svetonio ne commise uno, analogamente a Seneca che, in perpetua contraddizione con sé stesso, ovvero “predicando bene e razzolando male”, asseriva: “Audiatur et altera pars. Qui statuit aliquid, parte inaudita altera, aequum licet statuerit, haud aequus fuit.”-“Chi ha sancito qualcosa senza aver ascoltato entrambe le parti, per quanto equa possa essere stata la sua decisione, non è stato equo!” (Seneca, Medea, II, 2.v. 199-200). Questo principio, tra l’altro, era contemplato dal Diritto Romano. Svetonio, per contro, a Trajano, all’apogeo del suo splendore e della sua potenza, intessé un incensatorio panegirico. (Il Panegirico di Traiano è l'orazione di ringraziamento pronunciata al Senato il 1º settembre del 100 da Plinio il Giovane, quando assunse la carica di console. Tuttavia alcune fonti ne ascrivono l'effettiva paternità a Svetonio, che la "passò" all'amico Plinio per interesse). Inoltre, Trajano “pagava”! Si potrebbe asserire, senza tema di smentita, che se Svetonio fosse stato coevo di Caligola, avrebbe incensato anche lui, in spregio a tutte le detrazioni da lui proferite e vergate post-mortem. E bravo Svetonio, mellifluo, giullaresco, prezzolato LANZICHENECCHO di Corte!!! Tra le sue opere principali: De viris illustribus, De vita Caesarum. Per quel che concerne “De viris illustribus”, va ricordato che molte opere a lui attribuite, non trovano riscontro da parte di molti moderni studiosi. Questo dato è importante perché, se da un lato Svetonio può essere considerato un ignobile detrattore, dall’altro (anche per quel che concerne “De vita Caesarum”) vengono ascritte a lui delle considerazioni verosimilmente “apocrife”e, quindi, ancor meno attendibili. Molti altri frammenti, ascritti a Svetonio, non sono stati ancora ufficialmente riconosciuti dagli Storiografi, ergo la sua attendibilità è sempre più vacillante proprio, ed anche perché, non tutto ciò che gli è stato attribuito è suo. Inoltre Svetonio non si preoccupò, sovente, di espletare una verifica esegetica delle fonti. La data della morte di Svetonio, come quella della sua nascita, è incerta: forse il 126 d.c., forse il 140 d.c.

 

 

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Published on e-Stories.org on 13.12.2015.

 

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