Mauro Montacchiesi

... come di Van Gogh un delirio

  ... come di Van Gogh un delirio
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Quasi fosse una corsa ad ostacoli
... si rincorrono i giorni
...le albe d'oro ageminate e d'argento
 i tramonti incisi di bronzo
in profondità
scolpiscono il viso
... minutamente sgretolano
gli arcani più intimamente riposti
che pulsano
come cuori impazziti
nei penetrali dell'anima
stanca
eppur vogliosa di vivere
Le albe...i tramonti...
... trapungono intorno agli occhi
il futuro
che si nutrirà di questi secondi
appena scanditi
... adesso apparentemente cinici
... domani chissà
.... sublimi... struggenti
...soavemente nostalgici
...odio amore
...gioia dolore
... eterno
incomprensibile
inestricabile manicheismo
... ma sono umano
...per fortuna
... fragilmente umano!
D'improvviso
forse inconsapevolmente
la mente plana
silenziosa
sul nostro
della gioventù
ormai vecchio collage di foto
... sulle immagini che mille volte
mille e mille volte
avrò con tenero
per te amore
libato
... ed ecco
in questi istanti
in questo amarcord
come mi sento
... penso ad un pendolo
malandato
poi claudicante
... ora fermo
... e non posso non chiedermi
quanti giorni ancora ho davanti.
Nella mia mente
sulla tavolozza dei ricordi
come di Van Gogh un delirio
i tuoi occhi
le tue scintillanti
innamorate pupille
sembrano un sortilegio immortale
un universo
dove le fantasie oscillano
su ciò che più non c'è
... mi sento come un funambolo ebbro
che sfida la sorte
... le tue labbra glissano
sulle stalattiti aguzze della vita
e mi pare un miracolo
una tenue rosa
che si schiude a dicembre.
 Sembra un olifante tra le montagne
l'algido afflato del vespro
ed intanto
uno struggimento d'antan
si fa strada nel cuore
... un bisbiglio di dolore
è gitano tra i crepuscolari vagiti
di un'incipiente notte stellata.
Ho sangue gitano
e non posso restare fermo
qui
... tento di dileguarmi
da un fato ostile
che annebbia le memorie
... è pieno inverno
la tramontana
gelida
strappa
e trascina via
le ultime foglie ingiallite
inaridite
e con loro
la residua linfa dell'esistenza.
L'anima silenziosamente fluisce
nel lago placido
delle memorie
 ... riaffiora la malinconia
... incede il tormento grigio
che fibrilla il cuore
come un tempo
il tocco della tua mano
... aleggia impalpabile
una dionisiaca psichedelia
... ma forse è pura illusione
puro afflato di vita.
Mi lascio andare sulle ali
di una contraddittoria chimera
tranquilla
che pur si eclissa tra le blu-scuro
striature
delle ore d'indaco tinte
... nonostante tutto
ancora un sussulto
uno spasmo
nel cuore
mentre a mani congiunte
con antica
adamantina fede
invoco le Forze del cielo.
 

 

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Published on e-Stories.org on 04.05.2015.

 

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