Mauro Montacchiesi

La tempesta del sé

*** Critica breve di Mauro Montacchiesi

*** La tempesta del sé (Di Roberto Benatti)
*** Roberto è passionale drudo di E.C.E. (*) ed in lei egli si esalta. (*) Euterpe, colei che rallegra, la Poesia lirica, con un flauto; Calliope, colei che ha una bella voce, la Poesia epica, con una tavoletta ricoperta di cera e uno stilo; Erato, colei che provoca desiderio, la Poesia amorosa, con la lira; In E.C.E. Roberto manifesta se stesso. In E.C.E. Roberto si inebria di estetica. In E.C.E. Roberto libera ogni suo più aulico afflato.
*** Vergare versi, per Roberto, è una sorta di ascoliasmo tra fragore e silenzio, ...
Sorelle del silenzio
le culle sopra il mare,
fessure d'infinito
nel grembo di un'abside.
(Tratto da: Tramonto alla Palmaria)
... è scrutare l'orizzonte e tradurre in inchiostro le terebranti emozioni che ne derivano. Il suo pàthos incoercibilmente gemma da evasioni dal subliminale. I suoi versi sono trapunti di riflessioni germinate sotto un cielo di stelle ed ognuno di essi ingloba un intero universo. Roberto sembra ribellarsi a qualsiasi mistificazione, ostracismo, oblio, isolamento...
Ti prego, rimani!
Siediti qui, parlami di te!
Rompi la sfera del mio isolamento
e svelami il miracolo
della tua compagnia.
(Tratto da: Alla mia vita)
... quasi chiedendo adito ad un regno metafisico, a quel regno metafisico che la sua mente, che la sua penna, si direbbe guidare. I suoi versi, talora, riverberano di "quiete eloquente", di arcani dell'anima, del suo labirinto complesso. "Aurora Musis amica est" "L'Aurora è amica delle Muse"! E l'Aurora, la sfera di luce perfetta, ...
Scosta la tendina,
levati dalla vista.
Lasciami guardare,
oltre il davanzale,
la sfera di luce perfetta,
il suo chiarore,
irrompere immediato,
mentre dà alla terra
uno spazio sconfinato.
(Tratto da: Oltre la tendina)
... per l'ars inveniendi di Roberto, è un vero e proprio effetto perlage! I suoi versi più incisivi, i suoi lirismi più delicati, sembrano attingere il diapason nell'ora in cui le allodole trillano tra brumosi rami di querce. Roberto è seduto lì, nel suo studio e dai cristalli osserva la natura che stenta a destarsi, mentre dormono intorno i muri di sassi...
Dormono intorno i muri di sassi,
incastri di memorie ferite
dove scavano gli occhi della notte.
(Tratto da: Preludio d'inverno)
... Il suo cuore senza sosta proietta caleidoscopi di lirismi, parole prodigiose che popolano la mente, ...
Parole prodigiose
che popolano la mente,
animano con lo spirito del tempo,
lo spazio interiore,
pieno, traboccante di mistero.
(Tratto da: Solo ora comprendo)
... proprio mentre l'aurora cancella le gramaglie della notte. E rigogliosamente spuntano "germogli di inchiostro", come egli stesso definisce i suoi versi. Roberto fastosamente si agghinda di poesia, di amore, di fusione con l'assoluto.
***

Commento di Roberto Benatti

*

Le tue parole mi fanno onore e te ne sono grato. Mi permetto solo di aggiungere che il sentimento d’amore che mi muove è una finestra aperta sulla vita. E che, con la nostra di vita, scriviamo il libro dell’amore proibito e di quello perduto. Chi non si sforza di cercare, non ha il diritto di trovare nulla, né di guardare oltre la nebbia della realtà. Ma sempre essa sarà lì, fuori della nostra porta, sempre la vedremo stendere panni con i capelli sciolti e la sua bandiera sempre sventolerà sulla spiaggia deturpata della costa quando il mare è in tempesta. E questo amore si muove come il mare, respira, smette, e poi riprende, fino a quando si storcinano le matasse del cervello e torna alla mente la voce più antica, prima lontana e poi più squillante come il chiucchìo della merla nel richiamo vespertino dei suoi piccoli. E’ sempre difficile trovare la convivenza tra natura e uomo. Tra il rispetto e la fame. Tra la poesia e la prosa. Il mio vuole essere soltanto un umile tentativo di trasmettere il suono di quella voce. Un’istantanea dello spirito.

 

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Published on e-Stories.org on 13.03.2014.

 

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